Anatomia dell’occhio umano

occhio

Cornea: È la parte anteriore dell’occhio trasparente ed incolore. La sua funzione è di rifrangere la luce.

Pupilla: Foro nero al centro dell’iride attraverso il quale passa la luce. La sua funzione è di regolare la quantità di luce che entra nell’occhio. Con il sole tende a restringersi e con il buio si dilata.

Iride: Parte colorata dell’occhio posta dietro la cornea. I muscoli dell’iride controllano la dilatazione della pupilla.

Cristallino: È la lente che filtra e convoglia la luce che entra nell’occhio. Con l’età perde la capacità di mettere a fuoco (Presbiopia) o si opacizza (Cataratta).

Retina: Membrana che riveste internamente la parte posteriore dell’occhio. È costituita da milioni di elementi sensibili alla luce (Fotoricettori) che trasformano gli stimoli luminosi in impulsi elettrici.

Corpo Vitreo: È una sostenza gelatinosa trasparente che riempie la parte posteriore dell’occhio fra il cristallino e la retina.

Sclera: Tessuto bianco che fa da struttura e da protezione all’occhio.

Nervo Ottico: Originato dal prolungamento delle cellule della retina, trasmette gli impulsi nervosi dall’occhio al cervello.

Raggi UV

La luce del sole e i raggi UV:

Gli occhi nella loro sensibilità vanno preservati dalle radiazioni UV mediante protezioni efficaci e adatte: infatti lo strato d’ozono presente nell’atmosfera, prima “lente solare” dell’universo, non riesce piú (in quanto assotigliato) ad assorbire nella totalità le particelle UV nascoste nella luce.

Questo motivo obbliga l’acquirente ad utilizzare lenti protettive all’UV totale (UV protection), capaci di bloccare il passaggio delle radiazioni nocive.

Per poter scegliere la lente migliore vengono analizzati svariati elementi, ecco perchè rivolgersi principalmente ad un esperto.

La scelta della montatura:

Oltre al fattore estetico è molto importante che i raggi solari, in condizioni di forte luminosità, non raggiungano gli occhi al di sopra o dai lati della montatura.

La scelta delle lenti:

Ha la sua fondamentale importanza sia il colore che la protezione ottenibile. La protezione deve rispecchiare l’UV protection al 100% in quanto la minaccia costituita dall’ultra violetto (UVA–UVB da280 a 380 nm appunto) può minacciare la salute di occhi e tessuti circostanti.

Il colore deve essere scelto in funzione del tipo di ametropia del soggetto:

  • Miope: lenti di colore marrone.
  • Ipermetrope: lenti di colore verde.
  • Per i problemi retinici, fotofobia e cataratta: lenti con tendenza al rosso.

Mediamente gli altri colori sono sconsigliati o, se consigliati, NON per uso protettivo.

Videoterminale

Videoterminale (VDT):

L’utilizzo del videoterminale ha raggiunto la quai totalità dell’impiego operativo giornaliero, oltre che per obblighi lavorativi, vrt anche per divertimento è ampia la sua diffusione.

Per questi e per altri motivi molti utilizzatori lamentano fastidio di visione e non tutti dovuti ad una errata o non utilizzata correzione dell’ametropia.

Per essere più precisi:

L’Office Eye Syndrome, ritenuta quale fonte di malessere principale dell’uso del VDT può essere dovuta:

  • Ametropie non corrette o trascurate.
  • Irritazioni oculari da utilizzo dei monitor.
  • Agenti chimici ambientali.
  • Illuminazione irrazionale.
  • Distanze di lavoro e posture errate.

Quali i compiti principali del centro ottico?

Individuare eventuali ametropie.

Analizzare con l’utente il rispetto, sul posto di lavoro, delle esigenze personali.

Consigliare la disposizione del punto operativo per VDT.

Suggerire in collaborazione con l’Oftalmologo di fiducia la migliore soluzione refrattiva.

 

 

Ametropia

I Difetti Refrattivi:

Prima di parlare dei difetti visivi è d’obbligo menzionare l’EMMETROPIA: l’occhio vede bene e le immagini vanno a fuoco perfettamente sulla retina.
Quando le condizioni visive non rispettano questo importante stato, si entra nei DIFETTI REFRATTIVI.

miopia

Miopia

Le immagini all’infinito di un occhio miope andranno a fuoco prima della retina, ottenendo una visione sfuocata. Questo dovuto o alla conformazione dell’occhio troppo lunga o ad un potere refrattivo alto.

 

ipermetropiaIpermetropia

È l’opposto del miope, pertanto le immagini provenienti dall’infinito andranno a fuoco dopo la retina. Questo dovuto o alla conformazione dell’occhio troppo corto o ad un potere refrattivo basso.

Astigmatismo

astigmatismo

Difetto dovuto al fatto che la cornea non è sferica, si potranno perciò vedere immagini non perfette in una posizione rispetto all’altra. La struttura oculare si presenta simile ad una palla da rugby anziché ad una palla da calcio.

 

Presbiopia

Non è un’ametropia ma un difetto fisiologico che si manifesta a tutti dopo i 42–45 anni. La messa a fuoco da vicino, funzione operata dal cristallino, viene gradualmente meno per causa dell’ invecchiamento dello stesso.

Ortocheratologia

l’Ortocheratologia:

L’Ortocheratologia, promossa dall’ EurOK  (European Academy of Orthokeratology), consiste nella riduzione, variazione o eliminazione di un difetto visivo attraverso l’applicazione programmata di lenti a contatto. La lente tradizionale viene calcolata in modo da non avere troppe interferenza sulla forma corneale, all’opposto la lente per Ortocheratologia è progettata per modificare, in modo controllato, il profilo corneale.eurOk

La cornea viene modificata nel suo potere refrattivo, avendo la capacità di essere variata temporaneamente, fino a correggere l’errore. La visione con le lenti indossate è da paragonarsi a quella con lenti convenzionali, con la sola differenza che una volta rimosse, la cornea, mantenendo la forma modificata per un periodo dipendente da vari fattori, permette dopo l’adattamento, di avere una buona qualità visiva per tutto il giorno.

OrthoK su Ipermetropia
OrthoK su Ipermetropia (Gentile concessione Horus)

L’Ortocheratologia se eseguita soprattutto di notte (Ortocheratologia notturna o accelerata), può ridefinire lo stile di vita dell’ametrope propriamente selezionato. La libertà da qualsiasi ausilio ottico sia esso occhiale o lenti a contatto tradizionali per attività sportive, attività professionali e ricreative, operatività in ambienti polverosi, l’utilizzo per piloti e attività che non permetto altri ausili, sono un fattore di grande stimolo nella decisione di scegliere questo trattamento, non chirurgico e reversibile.

Perchè fare Ortocheratologia:

L’obbiettivo principale è quello di liberare l’ametrope dagli ausili visivi, ma vista la trattazione fatta dell’argomento da ricercatori e oftalmologi si è anche giunti alla conclusione che, anche per i bambini e ragazzi in età di sviluppo, usando occhiali o lenti a contatto tradizionali il peggioramento e di tre volte superiore rispetto all’utilizzo Ortocheratologico.

È comunque da tenere sempre ben presente che, certificazione F.D.A. e C.E. avuta, la tecnica Ortocheratologica è rivolta  ai miopi fino a –6.00/-8.00 diottrie ( nei casi estremi, sotto diretto controllo Medico Oculistico). Ottimi risultati si ottengono anche per Ipermetropia fino a +5.00; Cilindro fino a -5.00; Presbiopia fino a +3.50.

OrthoK su Miopia
OrthoK su Miopia (Gentile concessione Paragon)

Vantaggi e Svantaggi:

Detto che la tecnica Ortocheratologica trova il suo massimo impiego di notte, è bene sottolineare anche il perchè dovuto al metabolismo nella fase del sonno (fase REM) che porta all’osmosi notturna del 4% rispetto alla diurna del 21%, il tutto considerando l’applicazione di lenti gas permeabili di ultima generazione con coefficenti di trasmittanza all’ossigeno di elevattissima qualità. Oltremodo è da considerare che il trattamento è reversibile e modificabile ad ogni eventuale variazione diottrica e la mancanza di “ablazione tessutale” ( presente nel trattamento chirurgico) evita il pericolo di attacchi batterici indesiderati.

Svantaggi critici non esistono, anche perchè a partire da un diniego dell’oftalmologo, a volte rivolto a  soggetti con  presenza di controindicazioni a qualsiasi tipo di lenti a contatto ed  il controllo specifico, i test pre-applicativi, l’attenta analisi  permette  di individuare piccole ma importanti patologie.

AVVERTENZA: si dichiara che gli esami visivi e le prestazioni professionali fornite da Occhial House s.r.l. e dai suoi collaboratori, non sono attività medica-oculistica

Soluzioni per lenti a contatto

Soluzioni  per lenti a contattosinergy

La maggior parte dei prodotti per la disinfezione chimica attualmente utilizzati è costituita dalle “soluzioni uniche” che combinano in un solo prodotto la capacità di detergere, risciacquare, disinfettare e talora anche rimuovere le proteine. I portatori di lenti a contatto vanno alla ricerca della comodità e della semplicità proprio per questo tali soluzioni sono normalmente composte da quattro componenti principali:

 

  • Un agente antimicrobico per la disinfezione e la conservazione.
  • Un detergente.
  • L’acido etilendiamminotetracetico (EDTA) che svolge la duplice funzione di facilitare la rimozione del calcio e di accrescere la attività antimicrobica del conservante.
  • Un tampone che mantiene il Ph desiderato della soluzione. Sono attualmente in commercio molti prodotti a base di poliesametilenbiguanide. L’azione di questo disinfettante è davvero “unica” poichè attacca la parete cellulare di microrganismi, senza alcun effetto sulle pareti cellulari delle strutture oculari.
E’ opportuno sottolineare che, in molte situazioni, l’opportunità di utilizzare metodi di disinfezione composti da più prodotti, deve essere libero arbitrio del contattologo incaricato il quale, verificata l’eventuale inefficienza di un solo prodotto ( soluzioni uniche ) consiglierà al cliente , quali sono le terapie conservative delle lenti a contatto più opportune e indicate per il caso in questione.

 

Soluzioni Perossido per lenti a contattoaosept 

I sistemi di disinfezione chimica che utilizzano il perossido d’idrogeno (o sistemi ossidativi), fanno uso di una soluzione microfiltrata, stabilizzata, di perossido d’idrogeno al 3% (H2O2).

II perossido d’idrogeno è un agente antimicrobico molto efficace, ad ampio spettro. È infatti un forte ossidante che spontaneamente forma radicali idrossilici liberi che reagiscono rapidamente con il materiale organico, comprese le pareti cellulari dei batteri.

In questo modo il perossido d’idrogeno svolge la sua attività antimicrobica, rompendo cioè le pareti cellulari e provocando la morte della cellula. I sistemi al perossido di ultima generazione sono chiamati monofase perchè, consentono di effettuare tutto il processo della disinfezione e della neutralizzazione con un unico elementare passaggio.

Unica attenzione che deve essere rivolta a questi sistemi monofase è considerare che la soluzione, una volta neutralizzata, si trasforma in una soluzione salina non conservata a tutto vantaggio della tollerabilità e del comfort oculare, ma a discapito della conservazione delle lenti a contatto per un lungo periodo.

 

Soluzioni Gas Permeabili ( RGP) per lenti a contattomenicare

In particolare esse proteggono i materiali di cui si compongono le lenti dai depositi proteici e dallo sviluppo di microbatteri in grado di procurare reazioni allergiche.

Per le lenti a contatto rigide, semirigide e gas permeabili le più utilizzate sono le soluzioni umidificanti ed umettanti. La composizione tensioattiva del liquido è in grado di ridurre la distanza tra le lacrime dell’occhio e la superficie delle lenti. In questo modo si forma un rivestimento viscoso in grado di isolare la cornea e la lente minimizzando l’eventuale attrito.

Il compito di questo tipo di soluzioni è quello di mantenere lo stato di sterilità che precede le operazioni di prelevamento dal liquido conservante ed umidificare nei casi d’insufficienza lacrimale

Lenti per occhiali

Vogliamo dare alcune semplici informazioni per rendere più facili e consapevoli le scelte riguardo le lenti.

lenti

Materiali:

Lenti infrangibili: sono realizzate in speciali resine che garantiscono infrangibilità, qualità, leggerezza, assorbimento raggi UV. Costituiscono ormai l’ 80–90% delle lenti presenti sul mercato.

Lenti in cristallo: garantiscono ottima qualità, resistenza alle abrasioni, sono però piuttosto pesanti e più facili da rompere.

 

Spessori e pesi (sia materiali infrangibili che cristalli):

Materiali standard a “basso indice di rifrazione”: buona qualità, basso costo, adatti per correggere bassi o medi difetti visivi.

Materiali a “medio indice di rifrazione”: consentono risparmi di peso e spessori intorno al 15–20%.

Materiali ad “alto indice di rifrazione”: permettono la riduzione di pesi e spessori fino al 30% circa.

Materiali ad “altissimo indice di rifrazione”: in genere sono cristalli speciali con cui si ottengono lenti molto sottili ma anche piuttosto pesanti; si utilizzano di solito per la correzione di miopie particolarmente elevate.

 

Lenti Mono e Multifocali:

Monofocali: sono le lenti che permettono la visione nitida ad una sola distanza: es. 40cm, per leggere.

Multifocali: sono le lenti che permettono di avere la visione nitida simultanea a due o più distanze consentendo così di utilizzare un solo paio di occhiali per svolgere attività diverse.

In questo ambito i tipi principali sono: le lenti bifocali, le lenti a profondità di campo, le progressive per media distanza e le progressive.

Una citazione particolare va fatta per le lenti progressive che si stanno confermando uno dei più validi mezzi correttivi per i problemi della visione a tutte le distanze in quanto consentono di ripristinare in modo soddisfacente la visione nitida sia nelle lunghe che nelle medie e brevi distanze.

Le lenti a profondità di campo sono un prodotto di concezione piuttosto recente e sono veramente valide per chi svolge attività a distanza ravvicinata (utilizzatori di computer, artigiani, disegnatori, casalinghe ecc,) perchè, al contrario delle normali lenti per lettura, consentono di avere contemporaneamente a fuoco oggetti posti a distanze variabili da 40cm a 2m circa.

Metodi di Costruzione:

  • Lenti con geometria sferica.
  • Lenti asferiche.
  • Lenti con curvature particolarmente basse.
  • Lenti precalibrate.

Gli ultimi tre punti sono sistemi costruttivi che permettono di ottenere notevoli vantaggi estetici e di comfort (lenti più sottili, più piatte, più leggere).

Un’attenzione particolare merita la precalibratura: si tratta di un sistema che permette la costruzione, tramite l’ausilio di un computer ed un apposito software, di lenti “su misura” sulla base della montatura scelta, della distanza interpupillare, dell’altezza di centraggio ecc. con visibili risparmi in termini di spessori e pesi delle lenti consentendo così di realizzare occhiali notevolmente più leggeri e confortevoli.

Trattamenti:

Antigraffio (Indurente): per aumentare la resistenza ai graffi delle lenti infrangibili fino al 50%.

Antiriflesso: vengono ridotti i riflessi delle superfici delle lenti attraverso la deposizione di sottili strati di particolari ossidi che sfruttando il fenomeno dell’interferenza permettendo di ottenere una trasparenza della lente del 99% circa. È altamente raccomandato per tutti gli usi e in particolare per la guida notturna, per chi lavora davanti ai monitor e negli ambienti illuminati artificialmente.

Colorazioni: per scurire le lenti graduate e non, si possono realizzare moltissime colorazioni con svariate percentuali di assorbimento della luce.

Trattamenti anti raggi UV: filtrano completamente le radiazioni UV fino a 400nm.

Fotocromatiche: le lenti cambiano di colore a seconda delle condizioni di luce. In realtà non è un trattamento di superficie. Le tradizionali lenti fotocromatiche in vetro contengono i pigmenti nella massa del materiale vetroso. Le moderne lenti fotocromatiche sono invece realizzate in materiali infrangibili e quindi più sicure, leggere ed efficaci. In tali lenti i pigmenti fotosensibili vengono trasferiti nella parte frontale della lente ad una profondità costante di 150µ (impregnazione) il tutto viene poi rivestito di uno strato di trattamento indurente per garantire elevata resistenza ai graffi.

Lenti a contatto: storia

Lenti a contatto: un po’ di storia:

lenteacontatto

Alla seconda metà del 1800 risale la data dell’invenzione delle lenti a contatto per mano di A.E.Fick, E.Kalt e A.Muller anche se molti studiosi affermano che già Leonardo da Vinci avesse intrapreso questa strada.

Si deve però arrivare fino al 1934 per vedere l’impiego del Polimethilmethacrilato (PMMA) e al 1954 per l’utilizzo dell’idrossietilmetacrilato (HEMA). A questo seguì da parte di O.Wichterle la tecnica dello “spin-casting” che diede ottimi risultati di produzione.

L’introduzione sul mercato da parte di Bausch & Lomb nel 1971 della sintesi operativa degli studi eseguiti in Cecoslovacchia fece arrivare l’applicazione contattologica alla prima certificazione F.D.A. per la loro Soflens.

Si arriva cosi alla metà degli anni ’70 che vedono la nascita delle lenti terapeutiche ed al ’77 per avere la morbida torica e la rigida gas permeabile in silicone acrilato.

 

Negli anni a venire ci fu una vera e propria esplosione del settore:

  • 1981 – lente a contatto ad uso continuo.
  • 1982 – lenti a contatto bifocali e morbide colorate.
  • 1984 – utilizzo del perossido di idrogeno per la manutenzione.
  • 1987 – lenti a contatto usa e getta.
  • fine anni ’80 – nuove rigide gas permeabili in fluorosilicone acrilato.
  • primi anni ’90 – introduzione delle lenti giornaliere.
  • 1996 – lenti morbide disposable con filtro UV.
  • 2000 – morbida torica disposable.
  • 2001 – con l’utilizzo del fluorosilicone idrogel si introducono le lenti a porto continuo (30 giorni e notti).

 

Lenti a contatto – rigide e morbide:

La prima lente rigida era in PMMA, cioè un polimero in monometilmetacrilato, molto stabile ma impermeabile all’acqua se non trattato.
La piccolissima percentuale d’acqua presente non permette la permeabilità all’ossigeno e ha comunque la particolarità di non trattenere depositi di nessun tipo.

Le rigide gas permeabili, simili alle rigide ma con una differenza sostanziale: pur assorbendo liquidi in percentuale bassa sono gas permeabili, in particolare all’ossigeno ed al vapore acqueo.

Le morbide, costituite da sostanze permeabili all’acqua, ne contengono una percentuale che va dal 25% la 79% e si dividono così in due famiglie: a basso contenuto d’acqua (sotto il 50%) e alto contenuto d’acqua (superiore al 50%).
I metodi di produzione possono essere sintetizzati in: tornitura, stampaggio e spuncast.

Lenti a Contatto:

I continui aggiornamenti nel settore contattologia, seguiti con assiduità dai nostri applicatori, hanno permesso a Occhial House di essere sempre all’avanguardia su prodotti e tecnologia, specializzando i nostri centri nelle tipologie più disparate come: lenti morbide toriche (per astigmatismo), lenti progressive a contatto, correzione del cheratocono, lenti ortocheratologiche, post chirurgia refrattiva, correzione di tutte le patologie.

Occhi nuovi per gente nuova